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Caro Johnny ti scrivo – C’era una volta a’ città d’o sole



C’era una volta una città
.

I suoi abitanti vivevano di musica, pane, amore & fantasia. L’allegra frenesia dei suoi vicoli, le mille voci e più che si confondevano per le strade, la musica che si propagava nell’aria dai balconi delle case, e i profumi delle sue botteghe, una volta che li avevi incontrati, ti restavano nel cuore.

C’era una volta una città, una città davvero bellissima.
Il mare l’avvolgeva e mille colori danzavano felici nel suo ventre. Una passeggiata sul suo lungomare poteva avere il potere di stregare… e poi le viuzze strette e le strade larghe, piene di storia, una storia lontana e a tratti epica, ti tenevano gli occhi incollati a quel Tutto, nella speranza di cogliere sempre maggiore bellezza.

C’era una volta una città, che a vederla così, con l’occhio innamorato di chi, come me, ci vive a tratti, è la città più bella del mondo.
Capitale di un fiorente Regno, culla di artisti più disparati, definita nel lontano 1739 la capitale mondiale della musica, sede della prima Università statale e laica del mondo.
Già, prima del mondo.

E così, tutto questo amore, lascia il posto ad una strana amarezza.
L’innamoramento si sa, spesso, mette un velo dinanzi alla realtà, un velo stupendo ed incantevole, ma ingannevole.

Quindi, riformulo…

C’era una volta una città, una città che è bellissima se ne sei innamorata, come ne sono innamorata io.
I suoi abitanti sono vittime degli stereotipi, dell’incuria, della cattiva gestione, e, ammettiamolo, di una buona dose di inciviltà.

C’era una volta una città dove l’abusivismo edilizio si è spinto fino ai limiti del costruibile; dove i trasporti pubblici sono immobilizzati dall’assenza di fondi, dal magna magna generale (utenza compresa) e da ottusa incapacità gestionale e dirigenziale.

C’era una volta una città, dove i parcheggiatori abusivi la fanno da padroni e la macchina preferiresti ingoiarla, piuttosto che parcheggiarla. Dove ti chiedi a cosa serva la “battaglia alla cività” del Sindaco Sette Bellezze nelle “strade dello shopping”, quando interi quartieri sono abbandonati al degrado.

C’era una volta una città, dove una copisteria chiude nel bel mezzo del quartiere universitario e  addossa le colpe alla ZTL, perché in questo periodo sembra essere la causa di tutti i mali. Dove il problema, oltre alla microcriminalità, è la criminalità di cittadini micro, minorenni che per divertimento si atteggiano a camorristi, evidenziando le difficoltà di chi prova o costruire percorsi basati su senso civico e legalità.

C’era una volta una città, che potrebbe vivere solo della sua bellezza, ma dove i beni artistici e storici sono abbandonati, perle nascoste, che spesso nemmeno i cittadini conoscono.


A Napoli ci sono più di 30 Chiese (considerando solo le maggiori, Napoli infatti è detta la città dalle 500 cupole), Barocche, Rinascimentali e Gotiche, per tutti i gusti insomma.
E poi… 4 Musei Archeologici (Museo Archeologico Nazionale; Museo dell’Opera di San Lorenzo Maggiore; Museo dell’Opera di Santa Chiara;Il Museo Artistico Industriale Filippo Palizzi); 4 Castelli (Castel dell’Ovo, Maschio Angioino, Castel Sant’Elmo, Castel Capuano); una quantità spropositata di Palazzi antecedenti al 1800; 7 Stazioni dell’Arte (Metro Vanvitelli, Museo, Dante, Università, Materdei, QuattroGiornate, Salvator Rosa).
E ancora: il Museo Diocesano, il Museo d’Arte contemporaneo DonnaREgina (MADRE), il Palazzo delle Arti (PAN), il Museo di Capodimonte, le Catacombe e tutto il complesso di Napoli Sotterranea, il Cimitero delle Fontanelle, la Certosa e il Museo di San Martino, il Museo e Archivio Storico del Teatro San Carlo, e tantissimi altri poli di interesse artistico e culturale.

Tutta quest’arte, questa cultura, potrebbe e dovrebbe diventare volano di sviluppo economico ed esistenziale. Invece, Napoli è lì, sempre ferma e frenetica, incurante delle meraviglie che calpesta ogni giorno e dove tanti cittadini come me odiano la povertà materiale e immateriale in cui è sprofondata… ed amano, amano alla follia questa città che tanto ha dato, ancora tanto dà e  potrebbe dare tanto di più all’umanità.

Odi et Amo insomma Napoli mia, come dice una splendida canzone della mia terra “perché forse ci sono nata”… non so. So solo che Napoli è una città che ti entra dentro, che ti sfinisce e ti sorprende.

Questo mese è il mese dei Monumenti. Proviamo a renderle onore, e a rendere onore a noi stessi, e facciamoci una scorpacciata di questa splendida città d’o sole.

S. La Studentessa


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One Response to “Caro Johnny ti scrivo – C’era una volta a’ città d’o sole”

  1. S.
    18 maggio 2013 at 19:07 #

    SABATO 15 MAGGIO: NOTTE DEI MUSEI!
    Musei gratis aperti fino alle 2.00 di notte. Al seguente link, tutti i luoghi d’arte visitabili:

    http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_1138267592.html#Campania

    Enjoy your city!