Crea sito

Grillo è un mostro. Anche Repubblica. Anche L’Unità. Anche Noi

“voglio poi vedere quando si fa saltare in aria a Westminster…” così Beppe Grillo si riferisce al nuovo sindaco di Londra, Sadiq Khan, il primo sindaco musulmano di una capitale europea, eletto lo scorso 7 maggio dal 57 per cento dei votanti nel cuore del Regno Unito. “Affermazioni del genere non sono satira, ma alimentano paure nei confronti di una comunità che in tutta Europa sta cercando di entrare a far parte della vita pubblica”, scrive Francesco Gerace su L’Unità. “Battutacce a sfondo xenofobo fanno pensare solo a due ipotesi: o è razzista oppure cerca di coprire le magagne dei suoi”, è il commento di Pina Maturani, vicepresidente del PD riportato sul Fatto Quotidiano. E poi ancora “Grillo e la battutaccia sul sindaco musulmano” – La Repubblica; “Beppe Grillo non si lascia scappare l’occasione e durante il suo show in giro per l’Italia lancia una battutaccia sul nuovo sindaco di Londra” – Huffingtonpost. E persino Il Giornale dedica un articolo a questo episodio mostrando tutta la sua indignazione. Ma come, Il Giornale? Che fa circolare in queste ore sui social un vecchio articolo del 18 settembre 2015 intitolato “Ci siamo arresi all’islamizzazione“?

Evidentemente il fenomeno si può giustificare con un algoritmo che segue la teoria della macchina di “During”: più dura il chiacchiericcio, più tutti hanno la ragione che gli ebeti dell’etere gli danno. Così: se Grillo è un mostro per la sua battuta, Il Giornale (che titolò “Cacciamo l’Islam da casa nostra“) può additarlo come tale, la Rai ci monta su i servizi con le colonne sonore di Morricone e L’Unità può ancora gridare “Avani popolo (del PD)”.

Ovviamente qualcuno qui sotto mi darà del grillino, sarebbe la reazione più facile e superficiale. Ma il punto è proprio questo: ormai siamo così ben addestrati e impegnati a dovere, nel tentare continuamente di trovare un nemico da aggredire ogni giorno, in base agli stereotipi mediatici che vengono propinati, che forse non siamo in grado di fermare un attimo il cervello per usarlo e pensare con raziocinio. No, è più facile spegnerlo, e attivare i neuroni del “secondo me tu sei di questa fazione, io sono dell’altra e allora muori bastardo sotto la mia valanga di insulti”.

Perfetto. Spegniamo un attimo i neurebeti e proviamo a pensare che questi giornali, tutti questi Media indignati, sono gli stessi che mostrarono indignazione per quanto successe al Charlie Hebdo, dopo l’attentanto del 7 gennaio 2015. Tutti a difendere la libertà di satira occidentale, quella stessa satira irriverente, spesso sacrilega, che il Charlie praticava e continua a praticare tutt’oggi. Siamo tutti Charlie dicevano, quello stesso giornale satirico che disegnava e disegna vignette irriverenti su Islam, Ebraismo, Cristianesimo Lo stesso Charlie Hebdo contro cui si sono di nuovo scagliati tutti il 14 gennaio 2016, per la famosa vignetta su Aylan, il bimbo morto siriano sulla spiaggia la cui foto ha fatto il giro del mondo. “Chi sarebbe diventato Aylan da grande? Un palpeggiatore in Germania”, così cita la vignetta, e nessuno era più Charlie Hebdo.

Forse è proprio questa la realtà, d’altronde la matematica non è un’opinione, quindi non può esserlo la teoria della macchina di “During”. Viviamo nell’epoca storica in cui è quotidiana l’occasione per l’intero genere umano di essere super informato, trovando in internet e in tutti i moderni mezzi di comunicazione una potenziale estensione delle proprie conoscenze di cortile. Invece spesso, ahimé, la rete e il calderone mediatico non risultano altro che una terribile estensione delle mura del cortile, oltre il quale si sta perdendo spesse volte la capacità di riuscire a vedere le banalità, le ovvietà, le cose per come sono semplicemente. Forse quella di Grillo era di cattivo gusto ma, forse, al di là di tutto era una battuta fatta nel bel mezzo di uno spettacolo sotto il tendone Gran Teatro Geox e davanti a 2.500 spettatori paganti. Forse oggi non era vento da bandiera “Je suis Grillo”, ma di quella “Personne ne Grillo”.
Amen

, , , , , ,

Comments are closed.