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La guerra dei giornali

Oggi al mondo esistono armi sofisticate ed efficienti, dotate di una precisione nanometrica. Ma l’arma più potente e indiscussa resta una, ed una soltanto: la comunicazione.

Con la comunicazione puoi fare qualunque cosa: puoi convincere un popolo di milioni di persone ad odiare altre milioni di persone, ergendo un solo uomo a paladino della propria superiorità di razza. Con la comunicazione puoi capovolgere la realtà, puoi redimere un colpevole, spacciando la prescrizione per innocenza; parole ordinarie diventano insulti. Puoi confinare un’idea di alternatività in quella di diversità; puoi proclamare la vittoria di uno sconfitto, e rendere un nuovo concorrente sconfitto a prescindere.

Così, martedì 28 maggio 2013, tutte le testate giornalistiche nazionali hanno sferrato il loro attacco: “Corriere : “Vince l’astensione, perde Grillo, sale il Pd”. Repubblica : “La rivincita del Pd, crolla Grillo”. La Stampa: “Fuga dal voto, flop dei grillini, il Pd risale”. L’Unità: “Avanti centrosinistra”, “La spinta per ripartire”. Libero : “La tenuta del Pd allunga la vita al governo Letta”.

Ma guardando una breve analisi del flusso di voti elettorali, i risultati sembrano dire tutt’altro rispetto ai titoli delle prime pagine: 

Il Partito democratico è stato spacciato per il grande vincitore di queste elezioni. Ma dai numeri questa vittoria sembra lasciare un amaro in bocca al PD che, proprio come gli eserciti Persiani decimati alle Termopoli, festeggia un’avanzata pagata a caro prezzo. Per le elezioni comunali basta prendere ad esempio Roma, e accorgersi della perdita del 48% degli elettori. Per non parlare del PDL che ne perde il 65%.

Come alle elezioni politiche nazionali, i grandi partiti storici di Italia continuano a perdere consenso, ma questa volta il dibattito pubblico sembra affrontare in modo soft la questione, quasi come se fosse la normalità.

Perché
tanto accanimento sul risultato del Movimento 5 Stelle?

Si deve forse iniziare a credere che l’imponente prova di forza sostenuta dal “Movimento dell’innovazione”, lo scorso 28 febbraio 2013, abbia fatto paura? Sembra che Giornali, servizi televisivi, talk show serali e telegiornali aspettassero il momento propizio per rimettere subito a dormire un cane che iniziava a mordere troppo.

Quali interessi avrebbero i MassMedia a schierarsi in questa strana “crociata comunicativa”? Beh non dimentichiamoci che se apriamo il programma elettorale del M5S, alla settima pagina, dal secondo punto dell’elenco si legge: Eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento delle testate giornalistiche. E ancora continuando: Abolizione dell’Ordine dei giornalisti; frequenze televisive assegnate ogni 5 anni con asta pubblica; Vendita ad azionariato diffuso, con proprietà massima del 10%, di due canali televisivi pubblici.

E’ pur vero che molta delusione aleggia tra le fila dell’elettorato del M5S. I 108 parlamentari grillini hanno bruciato una serie di occasioni, non riuscendo ad attuare nemmeno uno dei 20 punti programmatici del Movimento. La voce del cambiamento è soffocata, stritolata tra le spire di tutti i loro NO e delle porte in faccia, che hanno sbattuto al Partito Democratico. Avevano avuto l’opportunità di votare una legge sul conflitto di interessi, e chiudere in seguito la partita sulla riforma elettorale, ed anche lì c’è stato il no. Avevano supportato Rodotà per la candidatura alla Presidenza della Repubblica, insultato poi dal Portavoce del Movimento stesso.

Avevano avuto l’opportunità di scendere ad accordi col Partito Democratico, non per corrompere la propria essenza indipendentista, ma per dare a se stessi l’occasione di collocarsi, con 108 seggi, in una posizione di rilevanza decisionale nel Parlamento. Avevano avuto l’occasione di cambiare la politica delle barricate, dei protezionismi ideologici, degli schieramenti. Hanno scelto di proteggere il loro negazionismo; di barricarsi dietro ideologie pregiudiziose, si sono schierati per il populismo ed il NO a prescindere. Insomma dalle Stelle alle Stalle: hanno temporeggiato, e tanti non li aspettano più. Si sono auto-condannati all’umiliazione mediatica di chi li temeva, per quel cambiamento che non è mai arrivato.

Marco Giordano


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Fonti ufficiali del Ministero dell’Interno:

Elezioni comunali Roma 28 maggio 2013 – http://elezioni.interno.it/comunali/scrutini/20130526/G120700900.htm

Elezioni comunali Roma 13 aprile 2008 – http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=C&dtel=13/04/2008&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S

Elezioni politiche 28 febbraio 2013 – http://elezioni.interno.it/senato/scrutini/20130224/S000000000.htm

Elezioni politiche 13 aprile 2008 – http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=C&dtel=13/04/2008&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S

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