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Maggioranza al Governo: tormentone per defici-enti

“Fate presto”. “L’Italia ha bisogno di un governo. Ancor più ha bisogno di una prospettiva, di una speranza di cambiamento”. Tensione fra “le tre grandi minoranze”. “Inciuci? Il popolo prenderà i bastoni”.

Sono queste le frasi del “tormentone” del momento, ormai in cima alle classifiche giornalistiche e televisive da ben 40 giorni. Un tormentone così non si vedeva dai tempi dei Beatles. Tanto che Zucchero, Baglioni, Elisa, Tiziano Ferro, Giorgia, Jovanotti, Ligabue, i Negramaro e Renato Zero, dopo “Italia loves Emilia”, stanno pensando di incidere il nuovo cd-tormentone: “Italia loves puppets”.
(Ragazzi pensateci, non è una cattiva idea. Tra giornali, televisioni e politici, ci marciano tutti. Mancate solo voi.)

Questo non vuole essere il solito articolo polemico “sull’attuale situazione di stallo dell’Italia, le cui cause sono così ovvie e banali, che nessuno ha le palle di dirle”. Anzi, è più che giusto! Ma scusate, se no di che cazzo parlavano televisioni e giornali per 40 giorni: di Quaresima e Ramadan? O magari del perché Matt non riesce più a vivere serenamente il sesso, nel film di Michael Lehmann?

Doveva finire così. Non c’era un’altra via possibile.

Un Paese dove 33milioni 511mila 445 cittadini hanno votato per un unico scopo: “vincere”. O meglio, far vincere la propria fazione. Quanti elettori del centro sinistra sanno elencare almeno 15 punti diversi e dettagliati del programma elettorale del centro sinistra? Quanti sanno fare lo stesso del centro destra, e della lista Monti, e del Movimento 5 Stelle?

Ma no, si vota per fede, affinché “vincano i nostri”. Così dopo le elezioni, le varie fazioni politiche, invece di formare il governo, trascorrono 40 GIORNI scambiandosi colpi su colpi, prese di posizioni, dichiarazioni sul fatto che si deve fare un governo, ma non lo fanno perché non vogliono. In pratica, i partiti continuano a prendersela con il Governo, dopo essersi candidati per formare il Governo, che loro si rifiutano di formare, perché sono contro il Governo. Ah ah ah ah! Non lo trovate divertentissimo?

Una confusione che non si trova nemmeno nei quadri di Picasso.

Ricapitolando:

– vogliono governare, ma non votano la fiducia al nuovo governo,
– senza la fiducia, il nuovo governo non si può formare.
– Allora propongono di far lavorare il Parlamento, senza un nuovo governo,
– ma il parlamento non può funzionare senza le commissioni parlamentari.
– Chiedono di formare le commissioni parlamentari per far funzionare il parlamento,
– ma per formare le commissioni parlamentari equamente, occorre conoscere maggioranza e opposizione.
– Maggioranza e opposizione non esistono, finché non si avrà il nuovo governo che non vogliono formare.
– Vengono elette 2 commissioni speciali da Napolitano, formate da personaggi pubblici competenti, che facciano delle proposte concrete su cui agire immediatamente con votazioni straordinarie.
– Non vanno bene nemmeno queste, perché ricordano lontanamente il Governo Monti.
– Il Governo Monti propone una votazione per lo sblocco dei pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni, tutti votano a favore.

Un esempio di ineguagliabile coerenza e, soprattutto, di preparazione tecnica sul funzionamento del governo dello Stato, da parte degli enti politici che sono stati eletti per governarlo. Ah, a proposito, la cosa bella è che noi li paghiamo per questo, e da 40 giorni  stanno lì a pensare già alle prossime elezioni. Ovvio, perché dopo un simile lavoro, correremo tutti felici e contenti alle urne a rivotarli.

Doveva finire così. Non c’era un’altra via possibile. Davvero non c’è?
Di chi è allora la colpa e chi dobbiamo far vincere la prossima volta? Bersani, Berlusconi, Renzi, Grillo, Casini, Tex Willer?

Politica vuol dire: “capacità della gestione di scarse risorse per il maggior bene possibile della comunità tutta” (come cita il dizionario ).

Elezioni vuol dire: Azione e risultato dell’eleggere ad una dignità ( sempre dal dizionario ) cioè, metodo con cui i cittadini scelgono i propri rappresentanti degni del potere legislativo.

Mi rivolgo a smacchiatori di giaguari; a chi promette di levare l’Imu e di lanciare le banconote di 5.000,00 euro dal balcone (di balcone nella storia italiana ne abbiamo avuto uno, facciamocelo bastare…); a chi grida a tutti di andare a fare in culo e vuole cambiare tutto continuando a urlare vaffanculo; a chi si vanta di saper usare le forbici; e mi rivolgo a chi piace tanto ascoltare queste cose: noi. Dalle prossime elezioni in poi, per favore: spegniamo la televisione, apriamo di più il vocabolario e, soprattutto, cerchiamo di tenere acceso il cervello.

Marco Giordano


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