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Oggi sono omofobo…

Vorrei provare ad entrare per qualche ora nel corpo e nella mente di un giovane o un adulto omofobo. L’avversione verso gli omosessuali, oltre a indignarmi, mi incuriosisce. Perché una persona odia così tanto un’altra persona? Cosa potrei trovare nella mente di un omofobo? Provo ad immaginarlo: sicuramente paura, anzi terrore. Sicuramente ignoranza, o meglio un fervente disprezzo verso tutto ciò che è bello. Troverei sicuramente solitudine, o meglio, paura della propria diversità. Chi sceglie, con assoluta fermezza, di entrare a far parte dell’enorme gregge della maggioranza ha una grande paura di ciò che è, o di ciò che può essere.
Non deve essere facile sentirsi soli con la propria unicità in un Mondo calcolato e organizzato, con le sue norme e i suoi valori. Il “diverso” mette in discussione tutto questo. Il “diverso” è la prova vivente che si può fare un’altra scelta. Il “diverso” mina fin nel profondo tutte le coscienze, tutti i valori, tutte le idee. Questo evidentemente non piace alla maggioranza, che necessita della più assoluta obbedienza per continuare a vivere la propria meschina ed insignificante esistenza.
In Italia non è un problema recente. Dire che prima si stava meglio è quanto di più falso e ipocrita si possa affermare, così come è ipocrita dire che l’omofobia è una “emergenza”. In Italia non è un’emergenza: è la normalità. Se posso darvi un consiglio: provate a leggere gli “Scritti corsari” o le “Lettere luterane” di Pier Paolo Pasolini. Anche leggere solo un capitolo come “I giovani infelici” potrebbe essere di grande aiuto, se non altro per comprendere i fatti. Non c’è alcuna colpa nell’essere “diversi”. E forse sarebbe ora di abbandonare questa infida parola, perché isola e crea barriere. Cominciamo a chiamarci “unici”, “irripetibili”, “insuperabili”. Nasciamo che siamo Esseri Umani, felici di essere venuti al Mondo, desiderando ardentemente di scoprirlo in lungo e in largo.
Moriamo frammentati e isolati nella nostra gabbia, solo per qualche spicciolo di falsa esistenza. Perché? Siamo un miracolo in tutto l’Universo e questo non se lo ricorda mai nessuno.

Andrea  Marino


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